Inganni Angelo *

INGANNI ANGELO
Brescia 1807 - Gussago (Brescia) 1880
Figlio di Giovanni, modesto pittore di ornato, fin dall'adolescenza seguì il padre e il fratello maggiore Francesco nei lavori di decorazione e, per far fronte alle ristrettezze economiche della famiglia, eseguì alcuni ritratti e immagini sacre. Chiamato alle armi nel 1827, conobbe a Milano il maresciallo Radetzky, che fu colpito dalle qualità artistiche del giovane e lo dispensò dagli obblighi militari, permettendogli di frequentare l'Accademia di Brera (1833-1837), dove seguì i corsi di G. Migliara, L. Sabatelli, G. Bisi e P. Palagi. Dal 1834 al 1859 fu assiduo alle mostre annuali braidensi, con vedute urbane di Milano, tema intorno al quale, con numerose varianti, ruoterà gran parte della sua produzione artistica (1837, Il Leone del Corso di Porta Orientale, San Giorgio al Palazzo, Canale Naviglio di Porta Orientale preso dal ponte e Tombone di San Marco). Le sue opere furono subito apprezzate per la vivacità e la verità di rap-presentazione sia delle architetture sia delle macchiette che animano le vie e le piazze. Aperto lo studio a Milano nella zona di San Marco, si affermò con opere dello stesso genere (Veduta sulla Piazza del Duomo, 1838, Milano, Museo di Milano) come uno dei vedutisti più celebri e ricercati. Il prestigio raggiunto e il buon matrimonio con A. Bertieri, gli assicurarono una vita agiata. Compì numerosi viaggi durante i quali eseguì vedute offerte in diverse redazioni ai suoi committenti: ai Medici, suoi primi mecenati, seguiti da A. Uboldo, A. Litta, C. Castelbarco e infine P. Richiedei. Frattanto arricchiva la propria produzione con paesaggi urbani “sotto la neve” (Piazza Borromeo sotto la neve, Milano, Museo di Milano; Veduta del Naviglio di Porta Orientale con neve cadente, esposto a Milano nel 1851), figure popolari e scene rurali con “effetti di notte” (La benedizione del temporale, esposto a Torino nel 1857, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna). Già a partire dagli anni '50 tornò spesso a Brescia e dal 1857 fu ospite dei Richiedei a Gussago (Ritratto di Paolo Richiedei e di L. Basiletti, 1857, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo) dove, nel 1859, si trasferì definitivamente con la seconda moglie A. Guérillot, già sua modella e allieva, seguitando saltuariamente a esporre a Brera e con più frequenza alle mostre di Torino e di Genova (1880, Veduta della Piazza Vecchia di Brescia in tempo di inverno).
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