Focus

Malato d'Oriente

On 16 Aprile 2014

da Il Giornale dell'Arte, aprile 2014

 

 

 Torino. Prosegue fino al 29 giugn, al Museo Accorsi-Ometto, la mostra "L'Oriente di Alberto Pasini", secondo appuntamento, dopo la rassegna su Antonio Fontanesi, con gli omaggi alla pittura dell'Ottocento organizzati dall'Istituzione. Curata da Giuseppe Luigi Marini, che ha riunito una sessantina di dipinti perlopiù di collezioni private e una selezione di fotografie e disegni in prestito dai discendenti, e realizzata in collaborazione con Arte Futura di Giuliana Godio, la retrospettiva è focalizzata sul periodo orientalista del pittore emiliano (Busseto, PR, 1826 - Cavoretto, TO, 1899) il quale, diversamente da altri colleghi che aderirono alla corrente pittorica senza aver mai visitato i luoghi che fungevano  da fonti d'ispirazione, frequentò assiduamente quell'Oriente che lo rese famoso. Formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Parma, nel 1851 si trasferì a Parigi da dove, nel 1855, partì al seguito della missione diplomatica Bourée presso lo scià di persia: le 12 vedute realizzate in seguito a questo primo viaggio in Oriente, grazie anche all'appoggio del mercante Adolphe Goupil, gli assicurarono un'ampia notorietà. pasini alberto perizieSeguirono altri viaggi: In Egitto, Sinai, Palestina, Libano e Siria nel 1859, a Costantinopoli nel 1867 e nel 1869; ritornò in Turchia nel 1873 e cercò di rifarlo nel 1876 quando, a causa dei disordini interni a Salonicco, rientrò in Italia, fermandosi a Venezia, città che rappresentò per l'artista una fonte d'ispirazione "orientale" alternativa. Anche i viaggi nelle città moresche di Cordova e Granada nel 1879 e nel 1883 in compagnia dell'orientalista Gérome gli fornirono nuovi spunti, suggellati dai successi presso i Salon parigini e l'Esposizione Nazionale di Torino nel 1898 (nella foto, "Cavalleggero e mercante di tappeti", 1873 ca.)

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