Macciò Demostene*

MACCIÒ DEMOSTENE
Pistoia 1824 - Fiesole (Firenze) 1910
Allievo nella sua città di P. Ulivi, si rivelò presto abile disegnatore. Nel 1843 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze, sotto la guida di G. Bezzuoli. Volontario a Curtatone, nel 1847 fu fatto prigioniero, ripren-dendo gli studi solo nel 1850. Due anni dopo vinse il pensionato a Parma e si dedicò alla pittura di storia con esiti diseguali: nel 1853 ottenne un notevole successo per il suo realismo Morte di fra Benedetto da Foiano in carcere (esposto a Genova nel 1854, Firenze, Galleria dell’Accademia), mentre destò perplessità riguardo alla resa formale Cristoforo Colombo al convento della Rabida (esposto a Firenze nel 1855). A quel tempo l’artista frequentava assiduamente il Caffè Michelangiolo. Negli anni che seguirono trattò anche soggetti biblici (Saul placato da David col suono dell'arpa, esposto a Firenze nel 1856; Aman ai piedi di Ester, esposto a Firenze nel 1857). Nel 1859 partecipò al concorso Ricasoli, nella sezione dei ritratti, e nel 1861 presentò alla I Esposizione Nazionale Galileo che rifiuta la collana offertagli dagli Stati Generali d'Olanda. Nel 1870 partecipò all’Esposizione di Parma con Gli ultimi momenti del Carmagnola. Lavorò anche a temi devozionali per chiese e conventi del Pistoiese.
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