Dictionary of Artists

 

To meet the requirement of scholars, art dealers, collectors or simple amateurs of having a quick and effective tool at their disposal to satisfy the various exigencies connected with the world of art, first of all the in-depth analysis of the work of painters, sculptors, engravers, photographers, etc., the "Dictionary of artists" puts itself up as an annotated list of names, sometimes accompanied, if marked by an asterisk, by a biography and by some signature examples.

Each artist is matched with a series of index cards regarding the works registered in the Data Bank of the Matteucci Institute, which can be issued on request.

The biographies are taken from the Dizionario degli artisti edited by Cristina Bonagura, integral part of the work Pittori & pittura dell'Ottocento italiano (1996-1997), coordinated by Giuliano Matteucci with the cooperation of Paul Nicholls and realized by the Redazioni Grandi Opere of the "Istituto Geografico De Agostini", to whom the Matteucci Institute expresses its sincere thanks for authorizing the circulation of the texts on line.

 

Carmignani Guido *

CARMIGNANI GUIDO
Parma 1838 - 1909
Figlio di Giulio, entrò allAccademia di Belle Arti di Parma nel 1849. Dopo diversi viaggi nel nord dell’Italia, a partire dal 1854 iniziò a esporre sistematicamente alla Società d’Incoraggiamento di Parma le sue opere, soprattutto paesaggi, vicini alla lezione del padre, col quale spesso viene confuso e da cui derivò l’impianto a quinte prospettiche (Torrente Parma presso il ponte Dattaro, 1854, Parma, Galleria Nazionale). Peraltro si distinse da Giulio per una pennellata più veloce e pastosa (Una veduta presa dal torrente Parma, 1853, coll. privata) e perla capacità di schizzare scene vivaci giocate su un’attenta ricerca cromatico-luministica (Aranceria nel Giardino Ducale, 1857, Parma, Galleria Nazionale). Nel 1857, con un dinamismo culturale insolito nell'ambiente regionale, l’artista partì per Parigi dove entrò in contatto con J. Gérome, G. A. Decamps e il concittadino A. Pasini. Appartiene forse al soggiorno parigino il suo interesse per la fotografia di cui fece un ampio uso negli anni successivi, sia riportando sulla tela il punto di vista scelto nell’istantanea (Inondazione di Parma 21 settembre 1868, otto tavolette in sequenza, 1873, coll. privata) sia tagliando l’inquadratura con occhio fotografico (Campo di Marte, Melzo, Milano, coll. E. Carmignani). Rientrato in Italia nel 1858, dopo un passaggio a Bougival (Il tramonto sulla Senna a Bougival, esposto a Parma nel 1870, Parma, Istituto Toschi), collaborò come illustratore ai giornali La Villeggiatura e La Stagione. Ormai in accordo con le direttive della Scuola di Barbizon (Sul Ciglio-effetto inverno, 1879 ca., coll. privata) e del Na-turalismo toscano (Al ponte Dattaro presso Parma, 1867 ca., Parma, Pinacoteca Stuard) ottenne vari riconoscimenti alle esposizioni nazionali (L'agguato, 1866 ca., esposto a Parma nel 1870 e a Vienna nel 1873, coll. privata). Dal 1862 fu professore di paesaggio all'Accademia di Parma e nel 1877 incaricato per breve tempo all'Accademia milanese.
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