Focus su Felice Casorati

On 12 November 2014

da "Felice Casorati" di Raffaello Gioli, Ulrico Hoepli, Milano, 1925:

 

"Grigio e rosa, verdi sfatti, èchi di silenziose onde, un trasfigurarsi delle cose come nel dolce splendore e nella fantastica tranquillità del lume di luna, calmo respiro lirico su cui il sogno trasale e s'invola, il mondo pittorico di Casorati è, in pieno impressionismo, come una ignara contraddizione. Quelle velature ch'egli riprende dagli antichi per stenderle su tutta la nostra fremente modernità, per fasciare e carezzare l'inquieta sensibilità della nervosa pittura, hanno in lui una soavità mistica.....L'acerbo e fremente impressionismo ha sconvolto ogni tavolozza fuor delle caute misure accademiche in impetuosi slanci di vita e ha turbato gli animi abituati a cullarsi nei sogni romantici e tra le carezze dell'idillio, o a giocare tra gli episodi di una pittura di genere. Il colore s'è acceso come un grido solare: la forma è invasa da fremito. Anche quando, come in Italia, l'impressionismo non riusciva a dichiararsi teoricamente e la pittura conservava certe sue innate gravità, si componeva in solidità costruttive, o svagava in raffinatezze di cuore, la moderna pittura è sempre stata in questo respiro eccitato, d'aspra liberazione, come sortisse da gorghi, un solo pulsare di desiderio, di desiderio della vita. Anche quando, in tutta Europa, si generarono i più vari postimpressionismi, con lo scopo dichiarato di comporre quelle splendenti e dissolventi vibrazioni, di placare quegli umani singhiozzi in unità plasticamente costruite o addirittura geometricamente controllate, in questi stessi propositi di superbo superamento scatta la polemica accesa, il grido teorico.

L'interesse, e la bellezza, della pittura di casorati sta in questa sua assenza dalla polemica: nel suo calmo respiro lirico.

Lionello Venturi ha definito questo pittore come un provinciale: non solo quando guarda Brueghel invece dei moderni, ma anche quando, tra le avventure dell'adolescenza pittorica, scopre Klimt invece degl'impressionisti francesi. E questa custodita ignoranza, persino certe sue giovanili prove retoriche d'interpretazione allegorica  letteraria del mondo, lo salvano dalla disputa impressionista.

Il giorno che esiste, e si rappresenta, il suo mondo è della più trasparente purezza.

Il guaio è che questi quadri sembrano non rispondere anche alla cosidetta "sensibilità moderna plastica e cromatica". Anche gente "di mestiere" davanti a questi quadri inattesi si spaventa come di paraventi dipinti. I volumi non vi hanno peso: nè corpo i colori: tutto vi è finto: anche la vita, senza vivacità di nervi. Il sole pare la luna. Una trasparenza mistica uguaglia alberi e corpi nudi e  vestiti, nello stesso tono, nello stesso peso, senza nulla di fermo nè di deciso. Non ci si senton sotto le diverse materie: ma su tutto la pittura. E si riconosce a Casorati ingegno, ma se ne lamenta la deficiente esperienza realistica, il tono convenzionale. Non si capisce che qui appunto è l'originalità del pittore: e si tenta invano di misurare le forme gravi e l'atmosfera tonale di Casorati col fragrante plein-air e con le forme elettriche degl'impressionisti. L'impressionismo, ribellione di libertà, diventa una mentalità meccanica, dogmatica.

Ma nella polemica trovi anche di peggio, Mentre lo abbiamo appena salvato dall'obbligo d'essere epigono di qualcuno, dall'altra parte gli affidano a forza l'incarico del maestro. Si estrae dalla sua pittura una regola neoclassica, e la si imita, anzi la si "applica". Diventa persino una regola di moda: e si crede di fargli omaggio, non potendo dargli per compagni Cézanne nè Renoir nè Previati, d'andargli a cercare Pier Della Francescao non so chi altri, che son morti da tant'anni e non hannio davvero più a che fare con lui, che è nella vita e non nell'archeologia.

Il suo problema pittorico è un problema d'unità. Senza luci radenti nè ombre taglienti, senza che nulla vi si mettainnanzi con evidente prepotenza, per difetto di movimenti e di rumori, sembra talora che questa pittura ignori la vivace realtà della vita. E', invece, ne' suoi problemi d'unità tonale e ritmica, in un altro senso del vivere, in quel vivere come un passare e un procedere, che distrugge la vita e l'esalta.

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