Dictionary of Artists

 

To meet the requirement of scholars, art dealers, collectors or simple amateurs of having a quick and effective tool at their disposal to satisfy the various exigencies connected with the world of art, first of all the in-depth analysis of the work of painters, sculptors, engravers, photographers, etc., the "Dictionary of artists" puts itself up as an annotated list of names, sometimes accompanied, if marked by an asterisk, by a biography and by some signature examples.

Each artist is matched with a series of index cards regarding the works registered in the Data Bank of the Matteucci Institute, which can be issued on request.

The biographies are taken from the Dizionario degli artisti edited by Cristina Bonagura, integral part of the work Pittori & pittura dell'Ottocento italiano (1996-1997), coordinated by Giuliano Matteucci with the cooperation of Paul Nicholls and realized by the Redazioni Grandi Opere of the "Istituto Geografico De Agostini", to whom the Matteucci Institute expresses its sincere thanks for authorizing the circulation of the texts on line.

 

Giorgini Andrea*

GIORGINI ANDREA
Bologna ? 1768 - Roma 1844
Si formò a Roma, dove frequentò la Scuola del Nudo, quindi Io studio di B. Cavaceppi e infine quello di T. Conca, con il quale lavorò agli affreschi del Duomo di Città di Castello. Partecipe della cultura neoclassica di fine secolo, ne addolcì le forme con l'uso di un colore morbido e pastoso, che aveva assunto da G. Landi, di cui copiò Morte di Camilla regina dei Volsci (Roma, Palazzo Taverna, sala di Camilla). Fu tra gli artisti chia-mati a decorare il Quirinale, dove eseguì Traiano che ordina la costruzione del Foro (1812) per il terzo salone dell’Imperatore e una tela di soggetto sconosciuto per il soffitto della camera da letto del re (1813). Nei Palazzi Apostolici partecipò alla decorazione della sala degli Indirizzi all'interno della Biblioteca Vatica-na (1817-1818), a quella della cappella Paolina ed eseguì la pala per la cappella della Beata Vergine del Rosario (1821). Lasciò l'ultima opera datata (1835) nella chiesa di Santo Spirito in Sassia. In varie chiese del Lazio si trovano numerose sue opere di soggetto sacro: ad Anagni (collegiata di Sant'Andrea), a Filacciano (Sant’Egidio), a Ferentino (Sant'Antonio Abate e Santa Maria Gaudenti). Acquistò fama come restauratore con l’intervento nell'aula Massima del Palazzo Lateranense, a Roma.
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